Cars & People - Metallic Art - Di Gian Paolo Varetto
Cruisin' La prima rivista italiana di auto americane
Dicembre 2003 - Sito Internet www.cruisinglife.it Siamo andati alla scoperta di un'opera d'arte metallica che in Italia non ha eguali, in quanto risulta essere l'unico esemplare importato al momento. Non è solo una "macchina", ma un'opera d'arte che rispecchia la filosofia di vita del suo proprietario. Ci sono luoghi dove i suoni sono puri come l'aria che si respira, posti nei quali la purezza è soprattutto manifestata dalla passione. Passione per le cose belle delle nostra vita, come la musica, le belle donne e, perché no, le "curve" della carrozzeria di una Mercury del 1949. E' il caso di Mr. Geppe e del suo mondo, dove sono racchiuse esperienze di vita diverse ed intense, ma con affinità legate ad un unico denominatore: la pura passione, quella che non cambia con un'unica stagione, che non passa come una moda, che non svanisce mai. Qui non si discute e non si accettano compromessi, è come sposare una causa, è quella e basta! Come se un giorno nel pieno paradosso, vedessimo gli ZZ Top uscire con un nuovo album di musica latinoamericana al posto del genere southern rock, oppure gli stessi a bordo di un'anonima Toyota Yaris invece di una Ford Hot Rod, l'abituale compagna della loro immagine ... Per fortuna certe cose non cambiano mai, anche in questo pianeta dove tutti vivono in corsia di sorpasso, perennemente di corsa, con sotto il culo un'auto di plastica e sotto il braccio un pallone di cuoio. Tutto scritto già impostato. Pronti! La società ci chiama, ci vuole così, all'interno di uno schema. Oggi non c'è tempo per l'anticonformismo: quello sport, quella collezione, quella macchina, quella musica, ma solo se fa trendy. Dov'è finita l'arte? La personalità di ognuno? Tutto dev'essere etichettato, poi da domani si cambia, via con una nuova "tendenza" del momento. Invece la passione vera e pura è diversa, è innata, è come una vecchia canzone di Elvis Presley: possono passare gli anni, restare chiusa nel mobiletto dell'impianto stereo per chissà quanto tempo, ma quando la si rispolvera lei sarà sempre lì, pronta ad essere riascoltata, sempre uguale nel trasmettere le sue emozioni, bella come allora, intatta come l'abbiamo lasciata. Un filo molto sottile quello che lega, nel nostro Geppe, il panorama della musica e quello dei motori, un connubio valido solo se questi ultimi dimostrano un'anima, un'elemento che si ha dentro per natura e che viene coltivato maturandolo nel corso degli anni. Negli States le Mercury choppate non esistono da un paio di primavere, esistono da decenni, ed inseguono costantemente la loro filosofia, ma in Italia non vi è mai stata l'ombra di nemmeno un esemplare. Questa che vi presentiamo è la prima, l'unica, la sola! Voluta, cercata ed attesa da Geppe con la stessa decisione che da sempre contraddistingue il suo carattere: "La voglio fatta così, col top chop, con le fiamme, bassa e con quell'aria da attaccabrighe ... Voglio quella". Con fermezza e senza farsi condizionare dagli "status symbol".
Se è vero che un'auto deve rispecchiare la personalità del proprietario, questa è senz'altro quella che casca più a pennello all'amico Geppe.Non si sa bene perchè solo le Mercury Sedan degli anni che vanno dal '49 al '51 abbiano attirato tante attenzioni da parte dei customizers di auto USA; senza dubbio hanno una linea un po' unica nel suo genere e si prestano moltissimo alla sottrazione di qualche "centimetro di altezza" al tetto, ma tutto ciò resta un fenomeno difficile da spiegare in dettaglio, è un po' come l'arte: nasce così, senza un perchè. In questo caso la parola arte possiamo usarla tranquillamente perchè ce l'abbiamo di fronte. Infatti l'auto in questione è stata trovata, dopo un'approfondita ricerca, più che presso uno specialista, presso un'artista: Automania, uno dei dealers più noti e specializzati in hot rod, lead slead, top chop e custom cars nel profondo Texas. L'auto, importata su commissione dalla ditta Chevy Import di Gallarate - dopo una ricerca durata appena una settimana - a partire dal dennaio 2003, ha richiesto circa tre mesi e mezzo per arrivare in Italia ed altri quattro per essere immatricolata: un tempo tutto sommato accettabile, vista la particolarità e rarità del mezzo. Quando la Mercury entra definitivamente in possesso di Geppe, viene da parte dallo stesso leggermente ottimizzata, per l'uso sulle nostre strade, con piccoli accorgimenti funzionali, come la sostituzione dei pneumatici con alri più affidabili in termini di tenuta e stabilità. Immancabili le coppe ruota anteriori provenienti dalle Oldsmobile Holiday (serie 88 e 98) della metà degli anni '50, un classico in uso per questo genere di "lead slead" cars. Infatti la customizzazione messa in pratica ha seguito fedelmente lo spirito della vecchia scuola degli "Hot Rodder" più esperti, cresciuta in un Texas ricco in fatto di stravaganze.
Per quanto riguarda la descrizione delle modifiche e delle soluzioni adottate in questa bassa top chop non vi è che l'imbarazzo della scelta:si passa dalla verniciatura, effettuata con la pregiata Candy Apple in colore purple con fiamme eseguite a regola d'arte in un finissimo silver paint e arricchita da pin stripe nei punti giusti; alle porte shoved, cioè senza maniglie e con l'apertura tramite dei pulsanti nascosti sotto la scocca (in prossimità delle porte) che rilasciano ed aprono, grazie ad un elettromagnete, il meccanismo che li trattiene; agli interni allestiti in maniera forte e sobria nello stesso tempo, con un rivestimento bicolore (purple e silver), per richiamare l'esterno; ed ancora, il cuore posto nel cofano anteriore, un motore V8 Crate Engine Chevy 350 c.i. (5.700 cc), con una potenza stimata di 350 cavalli, rigorosamente accessoriato e abbinato ad un cambio automatico TH 350 a tre marce; fino agli scariche cromati e posizionati lateralmente, denominati Lake Pipe, i quali possono emettere due tonalità diverse (aperti o chiusi) grazie ad una valvola meccanica, soprattutto per non allontanarsi troppo dal discorso musicale ... Certo! ... sono suoni diversi quelli di una chitarra Fender Stratocaster rispetto a quelli di un propulsore V8, ma emozionano sempre in ugual misura. Lo sa bene Geppe, che alle note del pentagramma ha dedicato quasi tutta la sua vita: ne è un'esempio il suo locale, il Tartaruga di Villa Guardia in provincia di Como, dove la fa da padrone la musica dal vivo con gruppi live provenienti da ogni luogo. Ma il vero "quartier generale", ad Albese con Cassano sempre in provincia di Como, è anche il rimessaggio della Mercury nonchè il tempio di Geppe, un open-space consacrato alla "Way of Life" a stelle e strisce, chiamarlo capannone aziendale sarebbe un'offesa! Al suo interno mura rivestite da materiali speciali, effetto mattoni e pietra, che arricchiscono le pareti altrimenti nude e fredde, l'alto ed ampio sottotetto con travi in legno, una sala di incisione musicale realizzata con tutti i crismi, Harley Davidson, murales e neon, sono solo alcune delle particolarità che esaltano questo luogo tutto realizzato dalla ditta AG, situata allo stesso indirizzo e specializzata in ristrutturazioni, pavimentazioni e rivestimenti esclusivi. Un uomo che non finisce di stupire per le sue ambizioni di "pioniere" nel campo motoristico, in quanto ci confessa che ciò che lo stimola maggiormente è l'obiettivo di porre la sua firma in ogni mezzo meccanico che passi attraverso le sue mani, magari appropriandosi un giorno del titolo di "precursore" dei customizer italiani. Geppe Caselli il nuovo Jesse James? Vedremo! Per il momento ci ha proposto questa forma di "arte metallica" unica in Italia, e noi l'abbiamo voluta presentare in occasione del primo numero dell'unica rivista italiana di auto americane. Ebbene sì! Noi che apparteniamo a questo mondo stravagante e fuori dai tempi, siamo fatti tutti così, un po' presuntuosi, ma sopratutto molto anticonformisti. Scusate! ... siamo fatti così! |
Who is Geppe? News & Sales Articolo su Kustom Articolo su Freeway Articolo su Cruisin' Geppe's Jacket Hanno scritto ... Galleria Foto |